Di giappoletani, di naponici e di altre sciocchezze

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enakapata3Roberto De Pascale lo  conoscete già. Ve ne ho parlato in un post di qualche settimana fa commentando le foto e il post che aveva inviato da Ikebukuro. Oggi sulla pagina di Enakapata su Facebook ha postato questo messaggio:
Fino ad ora in Giappone ho conosciuto tre “giappoletani” d.o.c.: uno è Girolamo Panzetta, presentatore TV ed uomo immagine della cultura tradizionale napoletana; il secondo è Salvatore Cuomo, visto esternamente puo’ sembrare un giapponese ma ha un cuore (anche se un pò “acciaccato”) totalmente napoletano, vero rappresentante della Cucina Napoletana in terra di Yamato; il terzo è Pietro Cristo, poliedrica figura, capace di fare l’arbitro di calcio come l’attore in film con Takeshi Kitano, che ogni settimana si collega tramite “feed radio” ad orari indecenti pur di seguire, in diretta, le partite del Napoli. Come la forza in Luke Skywalker, la Serendipity scorre forte in queste persone”.
Di “naponici” (il neologismo definisce in questo caso i napoletani che coniugano la creatività partenopea e l’approccio al lavoro nipponico) avevo raccontato più o meno nello stesso periodo su Della leggerezza.
La domanda potrebbe essere: dato che il giappoletano ha già scelto il Giappone per realizzare le proprie aspirazioni, si può fare ancora qualcosa affinché almeno i naponici vivano le loro vite “per genio e per caso” trovino le loro strade serendipitose da queste parti?

0 thoughts on “Di giappoletani, di naponici e di altre sciocchezze

  1. vincenzo moretti says:

    Roberto De Pascale via mail on Facebook
    Ci sono molte realtà aziendali italiane che hanno adottato il sistema di approccio al lavoro nipponico. Una di queste è proprio vicino casa nostra, in quel di Caivano.
    Non so con quale nome la conosci meglio. ALGIDA? SAGIT? UNILEVER?
    Negli anni 60-80 negli stabilimenti giapponesi della Toyota venne sviluppata una filosofia di gestione aziendale atta a migliorare la produzione attraverso delle tecniche organizzative e di approccio alla manutenzione. Il cosidetto TPM o Total Productive Maintenance parte fondamentale del più ampio Total Quality Control, che riguarda invece l’impresa nel suo complesso.
    UNILEVER Caivano ha adottato il sistema di gestione già da diversi anni e sono costantemente monitorati dal JIPM, l’Istituto giapponese che attua i controlli e rilascia i certificati di qualità delle aziende che prendono parte al programma.
    Gli operai napoletani seguono proprio tutte le norme atte al miglioramento della produzione, al Job Environment e alla qualità dei rapporti interpersonali.
    Wikipedia consiglia tre testi per l’approccio al TPM
    1. Tecniche Produttive Giapponesi, nove lezioni di semplicità, di Richard Shomberger, Franco Angeli
    2. JIPM – JAPAN INSTITUE OF PLAN MAINTENANCE, Applichiamo il tpm, Franco Angeli
    3. Alberto Galgano Il Sistema Toyota per la PA: ridurre gli sprechi e migliorare la qualità negli enti pubblici, Guerini, 2006.
    Io sono un po’ piu’ alla mano e ti consiglio un film basilare per coloro che si avvicinano all’approccio al lavoro dei giapponesi. Il Film in questione e’ GUNG HO, (tradotto in un pessimo italiano con “Arrivano i Giapponesi”) http://www.imdb.com/title/tt0091159/ . Guarda caso girato in parte in uno stabilimento FIAT in Argentina dove producevano la mitica REGATA.

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