Blended Learning

Dedicato a tutti quelli che di blended learning hanno sentito parlare ma non hanno trovato ancora il modo di approfondire la questione.
A tutti quelli che questo metodo lo conoscono bene ma ogni occasione è buona per saperne di più.
A tutti quelli che non sanno cos’è ma non è detto che non possano o abbiano interesse a scoprirlo.

Per cominciare una piccola grande indicazione segnalazione consiglio: non vi perdete il terzo numero del 2007 di Elearning Papers, una pubblicazione del portale ElearningEuropa.info, nel quale troverete, accanto all’editoriale di Roberto Carneiro & Lluís Tarín, articoli di Tim Scholze, Sabine Wiemann (Progetti di blended learning coronati da successo nel 2006: esperienze in diversi ambienti di apprendimento ufficiali, non ufficiali e informali), Katharina Schiederig (Uso di e-learning per le scienze sociali: lezioni pratiche della Libera Università di Berlino), Antonia Andrade Olalla (Blended learning come proposta per una convergenza europea nell’insegnamento delle scienze naturali), Pedro Leão Ramos Ferreira Neto, Margarida Amaral (CAAD ed e-learning: un metodo misto), Rita Falcão de Berredo, Alfredo Soeiro (Una proposta per la valutazione comparativa degli oggetti per l’apprendimento).

La nostra idea è che nell’ambito dei processi di apprendimento misto, nei quali per l’appunto si alternano processi e percorsi in presenza e a distanza, ciò che può fare la differenza sia da un lato “la capacità di selezionare i metodi più adatti alle esigenze rilevate” e dall’altro la costruzione di ambienti in grado di sviluppare le opportunità – capacità di comunicazione dei diversi soggetti partecipanti (anche attraverso l’utilizzo di strumenti come blog, WIKI, e-portfolio, conferenze online, Skype, You tube, ecc.).
Come scrivono Roberto Carneiro & Lluís Tarín, Il vero obiettivo è quello di realizzare un metodo di apprendimento significativo che consenta l’acquisizione delle competenze maggiormente necessarie”.

Tra le storie di caso più interessanti segnaliamo “IEM in hospitals”, portato avanti nell’ambito del progetto Joint Environmental Management (JEM!) finanziato da Socrates e riconosciuto come uno dei migliori cinque dei 2.500 progetti presentati dal 1992 ad oggi (ne parlano nel loro articolo Tim Scholze, Sabine Wiemann).
Come spiegano gli autori, “nel quadro alcuni partner del Programma di azioni congiunte di cinque Paesi hanno applicato eCoaching System per l’introduzione della gestione dell’ambiente nelle scuole europee. Il contenuto del sistema consiste in corsi reali, materiali per la formazione e linee guida di accompagnamento per insegnanti, istruttori o consulenti”.

Buon apprendimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *