Online Connectivism Conference

Come cambia l’apprendimento al tempo di internet

Ha preso il via venerdì 2 febbraio e si concluderà venerdì 9 la conferenza online sul connettivismo organizzata da George Siemens, direttore associato del Learning Technologies Centre dell’Università di Manitoba, in Canada.
Oltre 1000 gli utenti registrati provenienti da più di 40 paesi per un evento destinato a lasciare il segno nell’ambito delle teorie dell’apprendimento non solo dal versante dei contenuti ma anche da quello degli strumenti utilizzate: la piattaforma Moodle (http://ltc.umanitoba.ca/moodle/), che supporta il blog e tutte le attività connesse (forum, wiki, ecc.) per la discussione online in modalità asincrona, e il programma Elluminate per le live session (che vengono registrate e sono disponibili in differita per chi non si può collegare in tempo reale).

Aprendo i lavori George Siemens (Connectivism: Learning Conceptualized. Through the Lens of Today”s World) ha fatto il punto sulla sostanziale impossibilità delle teorie cognitiviste classiche di cogliere e interpretare le attuali caratteristiche e i contesti nell’ambito dei quali si sviluppa la conoscenza e ha introdotto i principi fondamentali della sua teoria connettivista: la rete è il luogo in cui si concretizza l’apprendimento; in rete le informazioni si moltiplicano a dismisura; nessuno di noi può accrescere le proprie conoscenze all”infinito; l”apprendimento è un concetto che riguarda più il campo della socialità che non il nostro bagaglio di informazioni personali.
Sapere fare qualcosa in realtà significa sapere dove trovare le informazioni che ci servono per fare qualcosa.
È la cura delle connessioni, la capacità di essere presente con il proprio nodo nella rete della conoscenza che rende possibile l”accesso alle informazioni.

Lunedì 5 sarà la volta di Will Richardson (Connective Teaching: How the Read/Write Web Challenges Traditional Practice) che analizzerà le trasformazioni avvenute nei sistemi di insegnamento con il passaggio dal prof. esperto di contenuti e guida didattica degli studenti in una fase di scarse informazioni e conoscenze, al prof. che sostiene gli studenti nei loro sforzi per essere indipendenti, studiare per tutto il corso della vita, diventare nodi delle reti di comunicazione e di apprendimento.

Martedì 6 Diana Oblinger (Balancing Agility and Stability in Higher Education) si soffermerà invece sul superamento delle modalità di comunicazione puramente testuale, sulle nuove forme di produzione di contenuti, sull’apprendimento collaborativo al tempo dei social networking, podcasting, videoblogging, wiki. In una fase di rapido cambiamento, in che misura l’apprendimento riesce a stare al passo delle nuove possibilità offerta dalle tecnologie della comunicazione?

Mercoledì 7 Bill Kerr (A Challenge To Connectivism) spiegherà in che senso il “confine” è una questione cruciale nell’ambito dei processi di apprendimento, perché la formulazione di una nuova teoria dell’apprendimento deve includere filosofia, scienza cognitiva, storia dell’apprendimento e perché per questa via la stessa teoria connettivista può essere migliorata.

Giovedì 8 Stephen Downes (The Recognition Factor) esplorerà le ragioni per le quali l’acquisizione della conoscenza in un ambiente connettivo è una combinazione di due elementi: la percezione (perception) che è uno schema da riconoscere, e colui che percepisce (perceiver) e determina il processo di riconoscimento.

Venerdì 9 infine Terry Anderson (Research and Net Pedagogies) si soffermerà sullo stato della teoria e della metodologia della ricerca pedagogica al tempo di internet, approfondendo la “design-based research” che recentemente è stata celebrata come la nuova strada allo studio e allo sviluppo della nuova pedagogia e fornendo esempi, valutazioni, comparazioni tra diversi approcci.

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