Tutta colpa dei ragazzi?

Gestione della disciplina e rapporti scuola studenti genitori al centro del dibattito europeo

Il quesito l’abbiamo scovato sul sito di Eurydice Italia, la rete di informazione sull’istruzione in Europa, ed è stato formulato dall”unità slovena: “Come ci si pone in Europa rispetto alla possibilità di espellere un alunno da scuola? Se questa misura disciplinare è prevista, in quali casi viene applicata? Vengono consultati i genitori? È previsto il trasferimento obbligatorio dell”alunno in un”altra scuola?”

Detto che tale quesito testimonia come il tema “disciplina degli alunni e gestione dei rapporti scuola studenti genitori” sia un tema molto caldo in ogni parte d’Europa, che nella quasi totalità dei Paesi il provvedimento di espulsione è previsto esclusivamente come ultima ratio, quando è in pericolo la sicurezza degli altri studenti e la loro possibilità di studiare in una situazione tranquilla, e che dal sito di Eurydice Italia potete scaricare il rapporto completo, eccovi in rapida successione la sintesi relativa allo stato dell’arte in alcuni piccoli e grandi paesi europei.

A Cipro la decisione di espellere gli alunni dalla scuola e di trasferirli in maniera obbligatoria in altro istituto senza il consenso di genitori spetta all”associazione degli insegnanti.

In Finlandia una espulsione con queste caratteristiche può avere una durata massima di 3 mesi durante i quali lo studente non deve comunque interrompere il suo percorso di istruzione.

In Francia l’espulsione, in quanto sanzione, può essere temporanea (in questo caso può essere al massimo di 8 giorni se decisa dal capo di istituto e di 1 mese se è decisa dal Consiglio disciplinare) o definitiva, e in questo caso può essere decisa dal Consiglio disciplinare dell’istituto scolastico, dal Consiglio distaccato o da quello dipartimentale ma deve prevedere comunque la possibilità per lo studente di terminare il proprio percorso scolastico.

In Germania, le leggi dei Länder sulla scuola prevedono 6 diverse e modulate misure disciplinari che vanno, a seconda della gravità dei fatti accertati, dal trasferimento in una classe parallela della stessa scuola, su decisione del capo d”istituto, all” espulsione da tutte le scuole pubbliche del Land, su decisione del Ministero dell”educazione.

Anche in Islanda gli alunni possono essere espulsi dalla scuola senza il consenso dei genitori ma il consiglio di istituto deve trovare loro un”alternativa.

In Polonia è attualmente in corso un dibattito su questo argomento in seguito al verificarsi di atti di aggressione e violenza nelle scuole secondarie inferiori. Per il momento non è prevista l”espulsione dalla scuola senza il consenso dei genitori.

In Portogallo per gli alunni di età compresa nell”obbligo scolastico l”espulsione può avvenire soltanto quando sia assicurata la sua frequenza in un”altra scuola della stessa città o della città più vicina, provvista di servizio di trasporto scolastico. Coloro che non rientrano nell”obbligo scolastico invece non possono frequentare nessuna altra scuola durante l”anno scolastico ma possono sostenere gli esami finali se previsti.

Anche nel Regno Unito l”espulsione può essere temporanea o permanente; in quest’ultimo caso prevede la possibilità che le autorità locali consentano comunque agli espulsi un”adeguata istruzione a tempo pieno e il loro reintegro nei tempi più brevi possibili in una scuola ordinaria adatta alle loro esigenze.

Nella Repubblica Ceca, gli alunni possono essere espulsi dalla scuola in maniera temporanea.

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