Serendipity again

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1. autoesemplificazione
concetto riflessivo che si applica a un’idea (ipotesi, teoria) che si riferisce al suo stesso contenuto o è esemplificata dalla sua stessa storia.

2. invenzioni multiple indipendenti
risultato dell’azione congiunta della crescita di determinati tipi di conoscenza e dell’adozione delle medesime soluzioni da parte di scienziati e tecnologi innovativi concentrati sugli stessi temi.

3. primo incontro con il termine serendipity
determinato dalla convergenza di almeno quattro interessi: quello sociologico per il fenomeno generico delle conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali; quello metodologico per la logica della teorizzazione; quello per la storia e la sociologia della scienza; quello per i neologismi che si rendono necessari per descrivere fenomeni appena scoperti e idee appena emerse.

4. fecondità della ricerca empirica
quando è feconda, la ricerca empirica non solo verifica ipotesi derivate teoricamente ma dà anche origine a nuove ipotesi.

5. il dato fa parte della conoscenza esplicita e implicita del ricercatore
il dato imprevisto, anomalo e strategico non è solo un dato di fatto, ma è almeno in parte anche una costruzione cognitiva, una funzione dell’orientamento teoretico e della conoscenza sia esplicita che tacita dell’osservatore.

6. diffusione della parola serendipity attraverso i dizionari

7. loan words (prestiti linguistici)
esprit de l’escalier (spirito della scala);
scadenfreude (gioia maligna);
chutzpah (sfacciata impudenza, sfrontatezza faccia tosta).

8. integrare la prospettiva psicologica con quella sociologica
il caso favorisce le menti preparate, in particolare quelle che operano in microambienti che agevolano le impreviste interazioni socio cognitive tra esse, e che possono essere descritti come ambienti socio cognitivi serendipitosi.

9. paradigma (Kuhn)
conquiste scientifiche universalmente riconosciute che, per un certo periodo, forniscono un modello di problemi e soluzioni accettabili a coloro che praticano un determinato campo di ricerca.

10. kuhn e serendipity
l’opera principale di Kuhn costituisce un bell’esemplare, in forma schiettamente autoesemplificativa, di modello di serendipity in azione in un microambiente serendipitoso, dato che l’osservazione di un dato imprevisto, anomalo e strategico fornisce l’occasione per identificare un nuovo problema intermedio che, una volta esplorato, porta alla soluzione di un recalcitrante problema basilare.

11. Standard Scientific Article e Oblitared Scientific Serendipities
le differenze individuate da Jean Piaget tra il modo personale di sviluppare i propri pensieri e l’ordine nel quale essi vengono presentati agli altri;
falsificazione scientifica in termini sociologici dello SSA;
il saggio o la monografia scientifica si presentano con aspetto immacolato che poco o nulla lascia intravedere delle intuizioni, delle false partenze, degli errori, delle conclusioni approssimative e dei felici accidenti che ingombrano il lavoro di ricerca;
la documentazione pubblica della scienza non è in grado di fornire gran parte del materiale necessario alla ricostruzione del corso effettivo dello sviluppo scientifico;
discrepanza tra l’effettivo corso di un’indagine scientifica e sua documentazione pubblica.

12. il saggio scientifico è un inganno?
Medawar, Feynman, Hoffmann, Watson e Crick.

13. il viaggio di serendipity da parola arcaica a parola di moda

14. serendipity come concetto psicosociologico sistemico
la ricerca empirica, se feconda, non soltanto verifica ipotesi derivate teoricamente, ma da origine anche a nuove ipotesi. Ciò potrebbe essere definito la componente di serendipity della ricerca, cioè la scoperta, dovuta alla fortuna o alla sagacia, di risultati ai quali non si era pensato.

15. il modello della serendipity
si riferisce all’esperienza, abbastanza comune, che coonsiste nell’osservare un dato imprevisto, anomalo e strategico che fornisce occasione allo sviluppo di una nuova teoria o all’ampliamento di una teoria già esistente.
Ciascuno di tali elementi del modello può venire descritto facilmente. Prima di tutto, il dato è imprevisto. Una ricerca diretta alla verifica di un’ipotesi, dà luogo ad un sotto prodotto fortuito, ad una osservazione inattesa che ha incidenza rispetto a teorie che, all’inizio della ricerca, non erano in questione.
Secondariamente, l’osservazione è anomala, sorprendente, perché sembra incongruente rispetto alla teoria prevalente, o rispetto a fatti già stabiliti. In ambedue i casi, l’apparente incongruenza provoca curiosità; essa stimola il ricercatore a trovare un senso al nuovo dato, a inquadrarlo in un più ampio orizzonte di conoscenze.
In terzo luogo, affermando che il fatto imprevisto deve essere strategico, cioè deve avere implicazioni che incidono sulla teoria generalizzata, ci riferiamo, naturalmente, più che al dato stesso, a ciò che l’osservatore aggiunge al dato.
Com’è ovvio, il dato richiede un osservatore che sia sensibilizzato teoricamente, capace di scoprire l’universale nel particolare. Dopo tutto, gli uomini hanno osservato per secoli fatti “banali” come lapsus linguae o lapsus calami, sviste tipografiche e arnese, ma era necessaria la sensibilità teorica di un Freud per considerare questi fatti come dati strategici, grazie ai quali egli poteva ampliare la sua teoria della repressione e degli atti sintomatici.

16. la serendipity aiuta a comprendere la ricerca scientifica

17. la serendipity come linea di indagine
intervista a Carninci

18. la serendipity come creatrice di opportunità per nuove scoperte scientifiche

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