L’idea del federalismo e lo sviluppo del Sud

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Credo spetti innanzitutto al Sud ricercare e proporre un nuovo patto con il Centro Nord del Paese. Un patto capace di tenere assieme solidarietà ed interessi. Un patto fondato sulla promozione e lo sviluppo delle risorse umane e materiali a livello locale.
Quel Sud la cui forza lavoro è stata indispensabile negli anni 60, gli anni del boom economico e dell’emigrazione con la valigia di cartone, per sostenere lo sviluppo dell’industria di massa del Nord .
Quel Sud a cui nella metà degli anni 90, complici una fase ciclica di sviluppo e la scarsità di giovani nel centro Nord, viene riproposta, seppure in versione ridotta, riveduta e corretta, l’esigenza di portare i giovani dove c’è il lavoro, al Nord.
Un Sud che se guarda al passato non trova molti motivi di rimpianto.
L’esigenza di costruire un nuovo equilibrio tra i poteri in senso federalista, è nelle cose, nelle forze e negli orientamenti reali che attraversano la società italiana.
Ci sono al Sud protagonismi e nuove voglie di riscatto.
C’è al Nord una insofferenza, ai limiti della rottura, che non mi sembra destinata a passare e rispetto alla quale il solidarismo astratto e declamatorio non ha alcuna attrazione.
La ricerca di una nuova di coesione nazionale non può che partire da una proposta che si muova contemporaneamente sul terreno degli interessi e di più avanzati valori di civiltà.
Lo sento come un tema forte.
C’è un’idea che a me piace molto, che Riccardo Terzi ha definito come la necessità di un “doppio movimento”.
Un movimento che sposta la nazione, lo Stato, verso l’Europa, e che quindi richiede una capacità di intervento di dimensione europea. E un movimento verso il basso che sposta lo Stato, l’idea della nazione verso i poteri locali, i poteri decentrati, e dunque verso la responsabilità.
Qui vedo la possibilità di indicare idee forze, programmi, soluzioni.
Se la politica deve riconquistarsi un ruolo rispetto all’economia, deve partire anche da queste cose? E dentro queste cose ci può stare una nuova idea forza di nazione e di nazioni in Europa ?
Io credo di sì. E senza immaginare improponibili modelli guardo alla Germania come ad un Paese federale che però ha una forte identità nazionale.
E se è vero che il federalismo nella storia del nostro Paese ha avuto sovente caratteri secessionisti, è anche vero che la dimensione locale è ad ogni livello una risorsa strategica, che richiede quindi istituzioni forti.
Il federalismo può essere una strada buona per fare in modo che queste occasioni non vadano perse.

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