La lettera di Natale

Lo sapevo. L’ho letta e ho pianto. Tanto. Proprio come nei telefilm. A calde lacrime. E secondo voi perché non ho voluto leggerla ieri sera? Già Nunzia e Paola si sono trattenute che fosse stato vivo papà avrebbe detto “‘O Pataterno ‘o ssape e a Maronna ‘o vede”, lo sapete com’è, in certe situazioni basta poco, piange uno piangono tutti, e quello andava a finire che si bagnava pure il baccalà fritto e buonanotte ai suonatori.
Scusate, non vi ho detto ancora che sto parlando di una lettera, che quello magari l’avete anche intuito, ciò che non potete immaginare, a noi ci ha lasciati letteralmente senza fiato, è che la lettera, postuma, è di mia madre.
Com’è andata la faccenda me lo sono fatto raccontare stamattina da Flavia, mia nipote, la figlia di Nunzia, 16 anni, che anche questo aspetto qui non è per niente banale, perché è stata lei la complice della nonna in questa incredibile, meravigliosa faccenda.
Facciamo così, lo racconto a voi come Flavia l’ha raccontato a me, così viene meglio e facciamo prima.

“Zio, è stato nei primi mesi del 2013, la nonna stava già male ma non ancora nella fase più acuta, però lei se lo sentiva dentro che doveva morire, e un giorno che sono andata a trovarla e stavamo da sole mi ha detto:
Flavia, tu sei l’unica persona che in questo momento mi può ascoltare e fare quello che dico io senza tradire i propri sentimenti, perché mi devi aiutare a scrivere una lettera per i miei figli e tu questo fatto non lo devi dire a nessuno, neanche a tua madre, devi tenertelo per te, quando sarà il momento loro capiranno da soli. 
Flavia, non voglio lasciare tristezza in loro, voglio che rimanga un bel ricordo di me, voglio dire loro quanto gli voglio bene e quanto sono loro grato per tutto quello che fanno per me, perciò mi raccomando non la lettera non dargliela dopo il funerale, dagliela in un momento di gioia, un momento in cui state tutti assieme.
Dopo di che mi ha spiegato come doveva essere fatta la lettera, in buona sostanza me l’ha dettata, perché mentre lei parlava io ho preso carta e penna e l’ho scritta, dopo di che quando l’ho stampata e in un’altra occasione gliela ho letta, lei ha voluto correggere alcune cose, però io queste correzioni le ho fatte ha penna, perché non ho voluto che andassero perdute le parole che nonna mi aveva detto precedentemente”.
Ecco, prima di continuare con la lettera fatemi dire solo che considero 
letteralmente e senza esagerare un grande onore avere una nipote come Flavia, una ragazza che a 16 anni ha il carattere per reggere una situazione di questo tipo, rispettare la volontà della nonna, interpretarla (perché la nonna testimone di geova non può dire dagliela a Natale ma se dice dagliela in un momento felice quando stanno tutti assieme vuole dire a Natale) e in più non dire niente alla madre che mia sorella è una donna meravigliosa ma io, proprio io Vincenzo, non io al posto di Flavia,  avrei avuto problemi a non dirle niente di una storia così.
Ecco, adesso posso condividere qualche riga della lettera, che tutta non si può, ma sono sicuro che mi capite, racconto un po’ dell’amore di mamma per tutti noi, e le cose che ha scritto a me, altro non posso e non voglio fare. Buon Natale.
Se state leggendo questa lettera significa che io non sono più tra di voi. […] Per prima osa foglio ringraziarvi uno a uno e trasmettervi l’amore che nutro nei vostri confronti. Sarebbe stupido non cominciare dai figli che sono la parte più importante (i pezzetti della mia carne) e ora come ora sono la parte più importante di me … e quella viva. 
Partiamo dal più grande, Vincenzo, sei sempre stato un uomo pieno di virtù e di amore, sai fare dei tuoi difetti dei punti di partenza per creare qualcosa di stupendo, che nessuno ha mai visto prima, sei il figlio che ogni madre vorrebbe avere, ed ora che non ci sono più, ti affido il compito più difficile di tutti: fare il capofamiglia, ama tuo fratello e tua sorella come se parte del tuo stesso corpo, comportati da padre e falli vivere come non hanno mai fatto fino ad adesso, e comportati da madre (tu che a volte ti senti più donna) e falli sentire come se io non me ne fossi mai andata.
Poi Antonio, figlio mio, sei sempre stato […].
Gaetano, carne della mia carne, mio dolce bambino ti hanno strappato da me […].
Infine c’è Nunzia, la mia piccola Nunzia, tu che sei sempre stata […].
Ed ora mi rivolgo a voi nipoti cari: Davide e Sara, Luca e Riccardo, Jhonatan e Valerio, Flavia e Angelo Emanuele […].
Ed infine mi rivolgo a Paola, Alberto, Cinzia, Ivana e Laura […].
Concludo questa  lettera dicendovi che nonostante io non sia al vostro fianco durante il vostro cammino, nonostante io non abbia più la facoltà di abbracciarvi, baciarvi, io, anche se voi non mi vedrete, sarò lì a sostenervi con le mie braccia, quando la vita sembrerà avervi abbandonato io vi terrò per mano così forte da farvela sanguinare, e quando sarete tristi vi abbraccerò cosicché voi non sentiate la mia assenza. Vi amo tutti e vi amerò per sempre, perché anche per chi non ci crede il “per sempre” esiste, l’amore batte la morte. 
Firmato:
La vostra amata madre, nonna e suocera Fiorentina.

Mamma e Flavia, qualche anno fa
Mamma e Flavia, un paio di anni fa

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