Ambara-bà o Kaneemu-Kannabiri?

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“Tutte le cose che oggi sono ritenute antichissime, furono nuove”. E’ farina del sacco di Publio Cornelio Tacito, che i curatori di EsteNet Scuola, il Polo Telematico Scolastico di Ferrara, hanno pensato bene di usare come incipit per l’illustrazione del loro progetto.
Gli obiettivi? “Educare gli studenti alla multimedialità e alla comunicazione attraverso un uso attivo e creativo delle nuove tecnologie; elaborare e condividere conoscenze attraverso l’utilizzo di sistemi di comunicazione a distanza; acquisire nuovi strumenti di studio e di crescita culturale attraverso una piena padronanza delle reti informatiche; adeguare le tecniche di insegnamento e di apprendimento in relazione alle possibilità offerte dalle tecnologie della comunicazione; accrescere la professionalità dei docenti e la loro padronanza delle moderne tecnologie didattiche”.
Ad oggi sono 25 le scuole collegate. Di ogni ordine e grado. Ve ne segnaliamo una per tutte: la scuola elementare Bruno Ciari di Cocomaro di Cona.
Potrete leggere la gazzetta di Cocomaro, le storie inventate e illustrate, la ricerca sulle “civette” (notizie di cronaca brevi) sui quotidiani ferraresi; visitare i quadri dei bambini nella galleria d’arte (abbiamo visto i lavori presenti nella prima sala e vi garantiamo che sono straordinari); curiosare tra le centinaia e centinaia di “conte”, le filastrocche che i bambini usano per scegliere chi di loro comincerà a “star sotto” per primo in un gioco di gruppo, provenienti da ogni parte del mondo.
Perché le conte? Perché, come scrive Mauro Presini, l’insegnante che cura questo sito davvero speciale, “le conte non invecchiano mai, perchè sono i bambini che le mantengono vive, le adattano, le trasformano, le stravolgono, ne inventano di nuove e le condividono. Ci piacciono perchè servono al gruppo: è infatti il gruppo stesso che si organizza dandosi delle regole condivise, e quindi democratiche, per evitare ingiustizie e prepotenze nella scelta del bambino che dovrà cominciare il gioco”.
Potrete sceglierne una dall’Uganda: “Kanneemu, Kannabbiri/ Kafumba mwanyi/Kattakkonkome, Malangajja/Kannakkwale, Ofumba otya/Ku luggyo?/Mbalirire, Kkumi liweze!” O una dall’Australia: “Racing car number nine/losing petrol all the time/how many gallons did it lose/which number did you chose?” Una in dialetto catanese: “C’era un vecchiu/ chi cusiva u saccu vecchiu/ ia pi dari un puntu/aspetta chi ti cuntu”. O una in dialetto milanese: “Viva Bassan/cul badil in man/cul badil in tera/viva la gera/la gera da cavà/pim pum pam.”
Cento di queste conte, dunque. E una domanda conclusiva: perchè la maggior parte delle iniziative si fermano al dicembre 1998? Restiamo in attesa di rassicurante risposta. Stop.

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