A lezione di astronomia con i liceali milanesi

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Comunicazione urgente a tutti gli studenti delle scuole medie che vogliono sapere perché fra 3.000 anni non si potrà vedere un’eclisse totale di sole; come si chiama il primo momento cosmico dopo il Big Bang; in che cosa una stella si distingue da un pianeta; che cosa avviene nel nucleo del Sole; che cosa si intende per mari lunari: navigate verso le “Lezioni di Astronomia” preparate dagli studenti del Liceo Beccaria di Milano.
Dove potrete leggere ad esempio che la costellazione Delfino “ricorda l’animale che salvò Arione, famoso poeta e suonatore di cetra che viveva alla corte del re di Corinto, Periandro. Arione, di ritorno da un viaggio in Italia, fu depredato dai marinai della nave sulla quale era imbarcato e stava anche per essere gettato in mare, quando ottenne di poter suonare per l’ultima volta il suo strumento. I delfini incantati si radunarono ad ascoltarlo; Arione si gettò sul delfino più grosso e da lui fu portato in salvo.”
E’ un sito davvero ben fatto con sezioni dedicate agli astronomi antichi, all’astrologia e ai miti, ai progressi del sapere, al sistema solare, alle missioni spaziali, ai nuovi strumenti di esplorazione. Che non a caso si è classificato al 1° posto nel concorso milanese Netdays 99 nella sezione dedicata alle unità didattiche per la scuola media inferiore.
La cosa ci pare particolarmente significativa perché, assieme alla qualità della proposta, segnala che il numero di coloro che “pensano” la rete come occasione per produrre contenuti è decisamente in crescita. E perché il fatto che ciò avvenga nella scuola pubblica ci fa ben sperare sulla possibilità che essa diventi sempre più un punto di riferimento non solo per quel 23,2% di famiglie italiane che – secondo il CENSIS – ritengono le spese per istruzione, formazione e cultura la spesa più importante, ma anche per quel 43% degli italiani che hanno la disponibilità economica ma non la curiosità, la cultura per avvicinarsi ai nuovi media; e, soprattutto, per quel 26% di esclusi che continuano a far parte del club ad iscrizione rigorosamente involontaria degli svantaggiati.
Certo, la scuola da solo non basta. Investire nella formazione per tutti, e per tutto l’arco della vita, per investire nelle capacità individuali di ciascuno è possibile solo se sono per davvero in tanti, nella società, nell’impresa, nella politica, a ritenere che (e ad operare di conseguenza) la conoscenza sia oggi la principale ricchezza.
E se, nel frattempo, fossero i “privati” a dare (invece che chiedere) una mano? Impossibile? Pare proprio di no. Guardare al Millenium Scholarship Programm della Fondazione Gates per credere. O alle decine di miliardari che negli States aiutano le scuole e gli studenti più bravi.
Filantropi del Belpaese, se ci siete battete un colpo.

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