La Bella Napoli di Gianni Tomo

Bella Napoli, una raccolta di storie di gente comune che con la propria “normalità” mantiene accesa la speranza di un cambiamento.
Questo è il commento con il quale la casa editrice propone il libro di Moretti sul proprio sito web e non si poteva cogliere migliore momento storico per l’uscita di questo nuovo lavoro dell’autore, un sociologo sempre più affermato tra le letture che ritroviamo tra quelle che potremmo definire “dotte” e scientifiche piuttosto che, come egli stesso pur ambirebbe, tra romanzi e qualcosa per i momenti più “leggeri”.
Eppure il libro di Moretti riesce a coniugare con indiscussa gradevolezza ed esperienza i due momenti: la riflessione più attenta alle dinamiche sociale e di contesto che affliggono la nostra città, così come allo spaccato umano dei vari protagonisti, con il coinvolgimento del lettore alla vivacità delle loro storie.
Diventano quindi naturali le riflessioni su quali dinamiche possano mai determinare situazioni e motivazioni per le quali tanti napoletani all’estero riescono ad incidere nel tessuto organizzativo cosa che invece, qui a Napoli, altri napoletani altrettanto intraprendenti, non riescono a fare.
Ma la città è unica e di tutti, accomunandosi in una unica immagine con classe dirigente e popolo, determinandone una ingiusta confusione che male si concilia con gli attori delle varie storie, con la loro volontà di inventarsi sempre qualcosa di nuovo oppure di riuscire ad incidere anche nei lavori di quella routine che spesso determina svogliatezza sintomo di trascuratezza e poi di abbandono sempre più frequentemente abbinata all’immagine della città.
Tante le storie di voler rifuggire da quelle facili attrattive esercitate dagli ambienti malavitosi che certamente ben poco hanno a che spartire con la maggioranza dei napoletani accomunati nella medesima immagine; storie dalle quali un insegnante, un barista o uno scienziato che, senza essere “marziani” e “straordinari”, tutti i giorni vincono la personale sfida di normalità e di riuscire nel proprio ruolo e che nulla hanno a che fare con criminalità e spazzatura sempre più facile etichetta di una città e di tutti i suoi abitanti.

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