IL
BILANCIO SOCIALE SI EĠ FERMATO AD EBOLI:
ÒSFIDE
ED OPPORTUNITAĠ DI SVILUPPO NEGLI ENTI LOCALI DEL MEZZOGIORNOÓ
Lo
sviluppo di diverse forme di rendicontazione sociale nelle Amministrazioni
Pubbliche Territoriali del Paese, ha determinato da parte della dottrina
economico aziendale pubblica, negli ultimi anni lĠesigenza di una
razionalizzazione sistematica del contesto.
Una
prima sistematizzazione si fondata sulla necessit di individuare la
definizione di linee guida di orientamento per la redazione del bilancio
sociale per tutte quelle
Amministrazioni che nel tempo avevano visto la produzione di documenti
di rendicontazione diversi, talvolta autoreferenziali, ma tutti accomunati dalla stessa denominazione, quella di
Bilancio Sociale.
LĠanalisi
condotta invece, non si sofferma ad indagare e riclassificare i diversi
documenti prodotti e sorti negli ultimi anni, ed i principi secondo cui si andato costruendo il processo di social
accountability (bilancio sociale,
bilancio di mandato, bilancio integrato, bilancio ambientale, bilancio di
settore, bilancio territoriale, bilancio funzionale), quanto piuttosto ad
analizzare le caratteristiche dei:
á
diversi soggetti che
hanno favorito lo sviluppo delle diverse forme di social accountability;
á
i soggetti che hanno la
responsabilit a dover rendere
conto ai cittadini;
á
le Amministrazioni che
hanno reso possibile tale formalizzazione;
á
le ragioni che hanno
invece visto un parte del Paese spettatore immobile, non rispondendo o non
avvertendo la necessit di rendere
conto ai cittadini delle azioni svolte dalle diverse amministrazioni locali;
á
il grado di diffusione
della rendicontazione sociale come
leva strategica per il cambiamento della PA;
Il
lavoro analizza i modelli di
bilancio sociale come tessuto
connettivo fra cittadini e amministrazioni, articolandosi in due distinti
momenti; il primo avente ad
oggetto tutte quelle Amministrazioni pubbliche che avevano di fatto solo
iniziato il processo di costruzione e di riflessione sul bilancio sociale; un secondo momento dedicato invece a quelle
Amministrazioni che hanno fatto del Bilancio Sociale una necessit
amministrativa non episodica, ma ripetuta negli anni.
LĠanalisi
si articola in informazioni di natura contabile, derivanti dal bilancio di previsione
e da integrazioni sociali, ottenute procedendo ad integrare e suddividere le
voci di bilancio in informazioni di natura extracontabile provenienti dalle
diverse esperienze degli ultimi anni nel panorama degli enti locali. Si
focalizza lĠattenzione su chi ha
il dovere della social accountibility; su quanti soggetti sono stati investiti
dal rendiconto sociale; analizzando le Amministrazione che hanno sviluppato nel tempo processi pi o
meno progrediti di rendicontazione sociale.
I
soggetti che sono tenuti alla responsabile rendicontazione ai cittadini
dellĠazione di governo e delle linee di indirizzo generale dellĠazione politica
sono i rappresentanti legali degli
Enti ( Sindaco/Presidente), i soggetti che detengono la titolarit, la
rappresentanza legale dellĠEnte, la responsabilit primaria nella realizzazione
del bilancio sociale, nella validazione di quanto in esso contenuto e della
divulgazione dello stesso.
EĠ
la massima carica istituzionale dellĠamministrazione eletta dai cittadini a
dover render conto del proprio operato,
il soggetto che ne
definendone gli obiettivi strategici, lĠorientamento strategico, la visione
politica, i valori, ha il dovere
di costruire e rendicontare la catena
di senso dellĠattivit
amministrativa ai cittadini, al fine
di esercitare il proprio ruolo con maggiore consapevolezza, chiarezza ed
attendibilit.

Fig.
1 La catena di senso. Fonte: C. Rogate
Lo stato dellĠarte della rendicontazione
sociale nelle Amministrazioni Pubbliche nel Mezzogiorno del Paese
Ad
analizzare i passi compiuti dalle Amministrazioni Pubbliche del Sud, sembra
quasi che il Bilancio Sociale
si sia fermato ad Eboli,
unica amministrazione del Sud a
cimentarsi con forme di rendicontazione sociale ( quando invece gi da diversi anni molte
Amministrazioni del Nord hanno iniziato un percorso di studio sugli strumenti di rendicontazione sociale
attraverso interessanti e stimolanti laboratori di avanzamento istituzionale e di confronto sul Bilancio Sociale).
La
sorpresa nella conduzione dellĠanalisi (attraverso la redazione di unĠanalisi
di benchmarking sui comuni che
hanno realizzato un bilancio sociale), riguarda il fatto che nel 2005, anno nel
quale anche grazie al lavoro svolto dal Programma Cantieri PA della Funzione
Pubblica, alcune Amministrazioni
del Mezzogiorno, interessate dalla sfida dellĠinnovazione e del cambiamento
della PA, hanno iniziato a muovere i primi passi sui temi della rendicontazione
e sul Bilancio Sociale (il Comune di Eboli, risulta essere lĠunica
amministrazione del Mezzogiorno ad estendere il processo di rendicontazione
dellĠattivit amministrativa a ben due mandati di governo.
I
Comuni di Maglie, il Comune di Lecce, il Comune di Mola (in Puglia); il
Comune di Siracusa, il Comune di Palermo, il Comune di Messina, la Provincia di
Trapani (unica Provincia in tutto il Sud ad adottare il Bilancio Sociale), il
Comune di Alcamo (in Sicilia), il Comune di S. Giorgio a Cremano (in Campania)
hanno iniziato un percorso di costruzione
di senso dellĠattivit amministrativa
muovendo i primi passi per la costruzione del Bilancio Sociale.
Prima
del 2005, dunque, la rendicontazione sociale nella parte sud del Paese era praticamente inesistente.
Proprio
i territori del sud che avevano visto i relativi disavanzi gestionali
strutturali creare lĠhumus per
trattazioni accademiche sullĠistituto del dissesto allĠinterno del TUEL,
proprio queste Ammistrazioni non hanno avvertito la necessit, la sensibilit di rendicontare, rendere
conto ai propri cittadini sul proprio
operato.
LĠanalisi
dunque si spostata sui soggetti responsabili dellĠazione di governo, Sindaci
e Presidenti, e sulle caratteristiche,
sui profili professionali, le competenze dei rappresentanti legali degli
Enti che hanno intrapreso il percorso del processo di rendicontazione (et,
sesso, livello di scolarizzazione).
Lo
schema (Fig. 2) che segue, riassume gli elementi del campo dĠindagine: et,
sesso, livello di scolarizzazione dei rappresentanti legali degli Enti del Sud
che hanno adottato il Bilancio Sociale negli ultimi due anni, o che hanno
iniziato un percorso di rendicontazione sociale; con alcuni dei caratteri
distintivi degli innovatori del
Sud.
ANNO 2005 – Amministratori del Sud che
adottano il Bilancio Sociale -
Et e Sesso
|
Livello di scolarizzazione |
Amministrazione
|
<
50 anni; Donna
|
Laurea,
Master, Docenza Univ.
|
Provincia
di Trapani
Provincia di Catania Comune di Giarre Comune
di Lecce
|
<
50 anni; Uomo
|
Laurea,
Master |
Comune
di Messina (Commissario Straordinario)
|
|
< 45 anni; Uomo |
Laurea,
Master, Esperienza di Studio allĠestero |
Comune
di Maglie
Comune
di Mola di Bari
Comune
di Alcamo
Comune
di Siracusa
Comune
di Palermo
Comune
di Eboli
Provincia
di Catania (in fase di redazione)
|
|
< 35
anni; Uomo |
Laurea,
Master |
Comune di
Capo DĠOrlando |
Fig. 2 –
Caratteristiche distintive degli Amministratori di Enti del Sud che hanno adottato il Bilancio Sociale
ANNO 2000 – Amministratori del Sud che
adottano il Bilancio Sociale -
Et e Sesso
|
Livello di scolarizzazione |
Amministrazione
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Fig. 3 –
Caratteristiche distintive degli Amministratori di Enti del Sud che hanno adottato il Bilancio Sociale
Nel
2000 lĠesperienza e la pratica del Bilancio Sociale, sebbene gi radicata nelle Amministrazioni dellĠItalia
Settentrionale, non trova di fatto nessuna applicazione pratica, teorica o
sperimentale negli Enti del
Mezzogiorno.
La
fase sperimentale si apre invece nel 2005, anno caratterizzato da un
elevatissimo dinamismo di alcune Amministrazioni del Sud.
Sulla
base dellĠanalisi sopra riportata possibile individuare una sorta di
identikit dellĠamministratore innovatore (non il dirigente ma il politico): si tratta di soggetti che provengono
spesso dal mondo delle professioni o della
ricerca, laureati spesso con lode
(stando alla bont del curriculum vitae
disponibile sui diversi siti istituzionali), quarantenne.
Inoltre
il 30% degli innovatori del sud
che hanno avvertito la necessit, la sensibilit, il dovere di comunicare e
rendicontare ai cittadini, sono donne, in controtendenza alla bassa
rappresentanza femminile nei diversi assetti istituzionali del Paese; sono donne laureate con lode e provengono dal mondo dellĠuniversit,
DallĠanalisi, si evince
dunque che nel sud, un amministratore
innovatore, una donna, con elevato livello di scolarizzazione e
specifica competenza professionale o scientifica, con lĠobiettivo di
ricostruire la catena del senso dellĠazione amministrativa e politica, talvolta
frammentaria, ripensando ai processi di programmazione degli obiettivi e
al riorientamento strategico, accrescendo la trasparenza e la comunicazione
istituzionale.
Altro
dato interessante, ci fornito dal fatto che, lĠunica Provincia dellĠintero
Sud (lĠunica su ventinove Province)
ad aver redatto il Bilancio
Sociale la Provincia di Trapani, guidata da una donna (il Bilancio Sociale
della Provincia di Catania ancora in fase di redazione).
Due amministratori su tre risultano essere invece uomini con meno di quarantacinque anni, provengono dal mondo delle
professioni, per alcuni di questi stato rilevato anche il conseguimento
di Master in Business
Administration negli Stati Uniti.
Risultano
con evidenza le capacit
manageriali di una parte della classe dirigente del Sud di amministratori
innovatori, che di fatto sta innescando un cambiamento culturale, strategico, organizzativo e contabile (anche se in maniera frammentaria, discontinua,
disorganica, sperimentale) che hanno riflessi diretti sul piano contabile, integrando e riempendo di contenuti accessibili ai molti, ai cittadini, in
maniera semplice e comprensibile le fasi e i processi di rendicontazione
sociale non altrimenti desumibili dai tradizionali documenti contabili (e a
farlo, sono state Amministrazioni che fino ad un anno fa non si erano mai
cimentate con il Bilancio Sociale).
A
percorrere la strada del Bilancio Sociale, vi addirittura una gestione
commissariale da parte di un Commissario Straordinario di nomina prefettizia ,
quella del Comune di Messina, un
caso davvero singolare poich la gestione commissariale straordinaria, spezza la catena
di senso dellĠattivit amministrativa.
Una situazione nella quale a rendicontare e ricostruire la
coerenza , il senso dellĠazione amministrativa con il programma di mandato,
( sviluppato da un organo elettivo sciolto non pi responsabile
dellĠazione di governo e dei diversi
obiettivi strategici di un soggetto comunque democraticamente legittimato a rappresentare gli interessi dei cittadini elettori)
un Commissario Straordinario che sceglie cos la facolt di rendicontare lĠoperato del Comune e gli
scostamenti dagli obiettivi
definiti da altri, e non
pi rispondenti alle esigenze e alle attese dei cittadini.
Il
quadro decritto offre una sorta di identikit degli amministratori innovatori del Sud, ma
quali sono le criticit ed i punti di debolezza (del perimetro della
rendicontazione sociale) che si
evincono dai documenti approvati e validati .
I
Bilancio Sociale degli Enti Locali del Mezzogiorno, risultano essere caratterizzati
da:
á
una diffusa episodicit
, discontinuit dellĠattivit rendicontata in una successione temporale poco indicativa di un trend;
á
non sono presenti indicatori di efficacia, efficienza,
economicit;
á
non risulta impiantata
la contabilit economico-patrimoniale;
á
non risulta sviluppato
il controllo di gestione o addirittura mai impiantato;
á
documenti eccessivamente
volti a massimizzare lĠeffetto annuncio;
á
scarsa attendibilit dei
dati;
á
scarsa autonomia decisionale, finanziaria, organizzativa
e funzionale rispetto agli iniziali obiettivi strategici (pi evidente per il Comune di
Messina);
á
scarsa unitariet
interna dei processi gestionali nellĠambito delle singole aree;
á
scarsa integrazione
interna di natura funzionale e sistemica
fra organi politici e amministrativi;
á
difficile comparabilit
temporale con bilanci di altri enti ( che sar possibile solo tra qualche
anno);
á
insufficiente
comprensibilit, chiarezza, intelligibilit (Comune di Capo DĠOrlando);
á
scarsa significativit,
tempestivit e rilevanza;
á
non sono rappresentate
in maniera chiara, o non rappresentate, le principali partecipazioni in enti e
societ delle Amministrazioni che hanno redatto il Bilancio Sociale;
Sfide ed opportunit di sviluppo del
Bilancio Sociale negli Enti Locali del Sud
La
materia della rendicontazione sociale divenuto un tema centrale del dibattito
attuale degli ultimi anni, stata
affrontata dagli studiosi secondo
alcune logiche a carattere parziale, e cio su come si costruisce il bilancio
sociale, sulla definizione dei principi di redazione, sulla catena di senso dellĠattivit amministrativa da seguire, non
indagando invece sul
soggetto e/o i soggetti (chi?) tenuti
ad essere socialmente responsabili e a validare il Bilancio Sociale; su quanti sono i cittadini che in maniera ripetuta, continuata,
non episodica sono messi a conoscenza dellĠazione e dei risultati conseguiti
dallĠAmministrazione.
Vista
lĠimpossibilit di analizzare tutti gli ottomilacentouno comuni dĠItalia, le
Province e le Regioni, stato ristretto
lĠoggetto dellĠindagine ad
una popolazione rappresentativa ad
un campione dĠindagine statistico significativo, secondo il criterio di densit demografica,
riclassificando in ordine decrescente in base al numero di abitanti, i primi
cento comuni dĠItalia e in ordine crescente gli ultimi cento comuni dĠItalia
per numero di abitanti (prendendo a riferimento il limite minimo ed il limite
massimo dellĠintorno scelto, secondo gli unici dati disponibili - i dati del
censimento 2001) pari al 3% del totale dei comuni in Italia.
Di seguito si riporta la
tabella 1, con lĠindicazione del
numero di Province e il numero di Comuni ripartiti per ciascuna Regione. Nelle
pagine successive si riporta il dettaglio del numero di Comuni per ciascuna provincia
italiana (Tabelle 2 e 3)
(Nota: Le sigle delle province italiane sono 110, ma la Valle d'Aosta non ha
ufficialmente province e le corrispondenti funzioni amministrative sono svolte
dall'ente Regione Valle d'Aosta)
TAB.1
|
REGIONE |
n. di
PROVINCE |
n. di
COMUNI |
|
1 Abruzzo |
4 |
305 |
|
2
Basilicata |
2 |
131 |
|
3 Calabria |
5 |
409 |
|
4 Campania
|
5 |
551 |
|
5
Emilia-Romagna |
9 |
341 |
|
6
Friuli-Venezia Giulia |
4 |
219 |
|
7 Lazio |
5 |
378 |
|
8 Liguria |
4 |
235 |
|
9
Lombardia |
12 |
1546 |
|
10 Marche |
5 |
246 |
|
11 Molise |
2 |
136 |
|
12
Piemonte |
8 |
1206 |
|
13 Puglia |
6 |
258 |
|
14
Sardegna |
8 |
377 |
|
15 Sicilia |
9 |
390 |
|
16 Toscana |
10 |
287 |
|
17
Trentino-Alto Adige |
2 |
339 |
|
18 Umbria |
2 |
92 |
|
19 Valle
d'Aosta |
74 |
74 |
|
20 Veneto |
7 |
581 |
|
TOTALE |
109 |
8101 |
¤ Provincia dell'Aquila (108 comuni)
¤ Provincia di Chieti (104 comuni)
¤ Provincia di Pescara (46 comuni)
¤ Provincia di Teramo (47 comuni)
¤ Provincia di Matera (31 comuni)
¤ Provincia di Potenza (100 comuni)
¤ Provincia di Catanzaro (80 comuni)
¤ Provincia di Cosenza (155 comuni)
¤ Provincia di Crotone (27 comuni)
¤ Provincia di Reggio Calabria (97
comuni)
¤ Provincia di Vibo Valentia (50 comuni)
¤ Provincia di Avellino (119 comuni)
¤ Provincia di Benevento (78 comuni)
¤ Provincia di Caserta (104 comuni)
¤ Provincia di Napoli (92 comuni)
¤ Provincia di Salerno (158 comuni)
¤ Provincia di Bologna (60 comuni)
¤ Provincia di Ferrara (26 comuni)
¤ Provincia di Forl-Cesena (30 comuni)
¤ Provincia di Modena (47 comuni)
¤ Provincia di Parma (47 comuni)
¤ Provincia di Piacenza (48 comuni)
¤ Provincia di Ravenna (18 comuni)
¤ Provincia di Reggio nell'Emilia (45
comuni)
¤ Provincia di Rimini (20 comuni)
¤ Provincia di Gorizia (25 comuni)
¤ Provincia di Pordenone (51 comuni)
¤ Provincia di Trieste (6 comuni)
¤ Provincia di Udine (137 comuni)
¤ Provincia di Frosinone (91 comuni)
¤ Provincia di Latina (33 comuni)
¤ Provincia di Rieti (73 comuni)
¤ Provincia di Roma (121 comuni)
¤ Provincia di Viterbo (60 comuni)
¤ Provincia di Genova (67 comuni)
¤ Provincia di Imperia (68 comuni)
¤ Provincia della Spezia (32 comuni)
¤ Provincia di Savona (69 comuni)
¤ Provincia di Bergamo (244 comuni)
¤ Provincia di Brescia (206 comuni)
¤ Provincia di Como (163 comuni)
¤ Provincia di Cremona (115 comuni)
¤ Provincia di Lecco (90 comuni)
¤ Provincia di Lodi (61 comuni)
¤ Provincia di Mantova (70 comuni)
¤ Provincia di Milano (189 comuni)
¤ Provincia di Monza e della Brianza
(istituita con legge 11/06/2004, n. 146, pubblicata in G.U. n. 138 del 15/06/2004)
¤ Provincia di Pavia (190 comuni)
¤ Provincia di Sondrio (78 comuni)
¤ Provincia di Varese (141 comuni)
¤ Provincia di Ancona (49 comuni)
¤ Provincia di Ascoli Piceno (73 comuni)
¤ Provincia di Fermo (istituita con legge
11/06/2004, n. 147, pubblicata in G.U. n. 138 del 15/06/2004)
¤ Provincia di Macerata (57 comuni)
¤ Provincia di Pesaro e Urbino (67
comuni)
¤ Provincia di Campobasso (84 comuni)
¤ Provincia di Isernia (52 comuni)
¤ Provincia di Alessandria (190 comuni)
¤ Provincia di Asti (118 comuni)
¤ Provincia di Biella (82 comuni)
¤ Provincia di Cuneo (250 comuni)
¤ Provincia di Novara (88 comuni)
¤ Provincia di Torino (315 comuni)
¤ Provincia del Verbano Cusio Ossola
(77 comuni)
¤ Provincia di Vercelli (86 comuni)
¤ Provincia di Bari (48 comuni)
¤ Provincia di Barletta-Andria-Trani
(istituita con legge 11/06/2004, n. 148, pubblicata in G.U. n. 138 del 15/06/2004)
¤ Provincia di Brindisi (20 comuni)
¤ Provincia di Foggia (64 comuni)
¤ Provincia di Lecce (97 comuni)
¤ Provincia di Taranto (29 comuni)
¤ Provincia di Cagliari (60 comuni)
¤ Provincia di Carbonia-Iglesias (23
comuni)
¤ Provincia del Medio Campidano (28
comuni)
¤ Provincia di Nuoro (73 comuni)
¤ Provincia dell'Ogliastra (26 comuni)
¤ Provincia di Olbia-Tempio (23 comuni)
¤ Provincia di Oristano (80 comuni)
¤ Provincia di Sassari (66 comuni)
¤ Provincia di Agrigento (43 comuni)
¤ Provincia di Caltanissetta (22 comuni)
¤ Provincia di Catania (58 comuni)
¤ Provincia di Enna (20 comuni)
¤ Provincia di Messina (108 comuni)
¤ Provincia di Palermo (82 comuni)
¤ Provincia di Ragusa (12 comuni)
¤ Provincia di Siracusa (21 comuni)
¤ Provincia di Trapani (24 comuni)
¤ Provincia di Arezzo (39 comuni)
¤ Provincia di Firenze (44 comuni)
¤ Provincia di Grosseto (28 comuni)
¤ Provincia di Livorno (20 comuni)
¤ Provincia di Lucca (35 comuni)
¤ Provincia di Massa-Carrara (17 comuni)
¤ Provincia di Pisa (39 comuni)
¤ Provincia di Pistoia (22 comuni)
¤ Provincia di Prato (7 comuni)
¤ Provincia di Siena (36 comuni)
¤ Provincia autonoma di Bolzano (116
comuni)
¤ Provincia autonoma di Trento (223
comuni)
¤ Provincia di Perugia (59 comuni)
¤ Provincia di Terni (33 comuni)
Nella regione non esistono province. Le funzioni
provinciali vengono espletate dalla Regione Valle d'Aosta (74 comuni)
¤ Provincia di Belluno (69 comuni)
¤ Provincia di Padova (104 comuni)
¤ Provincia di Rovigo (50 comuni)
¤ Provincia di Treviso (95 comuni)
¤ Provincia di Venezia (44 comuni)
¤ Provincia di Verona (98 comuni)
¤ Provincia di Vicenza (121 comuni)
TAB. 2
Primi 100 comuni
italiani per abitanti
Si riporta di seguito la
tabella con i primi cento comuni italiani per numero di abitanti, in ordine
decrescente. Evidenziati in giallo i Comuni del sud del paese.
(Dati ISTAT riferiti al censimento del 2001)
|
Pos. |
Comune |
Regione |
Prov. |
Abitanti |
|
1 |
RM |
2.546.804 |
||
|
2 |
MI |
1.256.211 |
||
|
3 |
NA |
1.004.500 |
||
|
4 |
TO |
865.263 |
||
|
5 |
PA |
686.722 |
||
|
6 |
GE |
610.307 |
||
|
7 |
BO |
371.217 |
||
|
8 |
FI |
356.118 |
||
|
9 |
BA |
316.532 |
||
|
10 |
CT |
313.110 |
||
|
11 |
VE |
271.073 |
||
|
12 |
VR |
253.208 |
||
|
13 |
ME |
252.026 |
||
|
14 |
TS |
211.184 |
||
|
15 |
PD |
204.870 |
||
|
16 |
TA |
202.033 |
||
|
17 |
BS |
187.567 |
||
|
18 |
RC |
180.353 |
||
|
19 |
MO |
175.502 |
||
|
20 |
PO |
172.499 |
||
|
21 |
CA |
164.249 |
||
|
22 |
PR |
163.457 |
||
|
23 |
LI |
156.274 |
||
|
24 |
FG |
155.203 |
||
|
25 |
PG |
149.125 |
||
|
26 |
RE |
141.877 |
||
|
27 |
SA |
138.188 |
||
|
28 |
RA |
134.631 |
||
|
29 |
FE |
130.992 |
||
|
30 |
RN |
128.656 |
||
|
31 |
SR |
123.657 |
||
|
32 |
SS |
120.729 |
||
|
33 |
MI |
120.204 |
||
|
34 |
PE |
116.286 |
||
|
35 |
BG |
113.143 |
||
|
36 |
FO |
108.335 |
||
|
37 |
LT |
107.898 |
||
|
38 |
VI |
107.223 |
||
|
39 |
TR |
105.018 |
||
|
40 |
TN |
104.946 |
||
|
41 |
NO |
100.910 |
||
|
42 |
AN |
100.507 |
||
|
43 |
NA |
97.999 |
||
|
44 |
BA |
95.653 |
||
|
45 |
PC |
95.594 |
||
|
46 |
CZ |
95.251 |
||
|
47 |
UD |
95.030 |
||
|
48 |
BZ |
94.989 |
||
|
49 |
BA |
92.094 |
||
|
50 |
AR |
91.589 |
||
|
51 |
SP |
91.391 |
||
|
52 |
PU |
91.086 |
||
|
53 |
FC |
90.948 |
||
|
54 |
NA |
90.607 |
||
|
55 |
PI |
89.694 |
||
|
56 |
BR |
89.081 |
||
|
57 |
AL |
85.438 |
||
|
58 |
PT |
84.274 |
||
|
59 |
LE |
83.303 |
||
|
60 |
NA |
81.888 |
||
|
61 |
LU |
81.862 |
||
|
62 |
VA |
80.511 |
||
|
63 |
TV |
80.144 |
||
|
64 |
MI |
78.850 |
||
|
65 |
NA |
78.754 |
||
|
66 |
CO |
78.680 |
||
|
67 |
TP |
77.784 |
||
|
68 |
VA |
75.916 |
||
|
69 |
CE |
75.208 |
||
|
70 |
CS |
72.998 |
||
|
71 |
CL |
72.774 |
||
|
72 |
MI |
72.050 |
||
|
73 |
AT |
71.276 |
||
|
74 |
GR |
71.263 |
||
|
75 |
PV |
71.214 |
||
|
76 |
CR |
70.887 |
||
|
77 |
CZ |
70.501 |
||
|
78 |
PZ |
69.060 |
||
|
79 |
RG |
68.956 |
||
|
80 |
AQ |
68.503 |
||
|
81 |
TP |
68.346 |
||
|
82 |
CA |
68.040 |
||
|
83 |
RM |
67.516 |
||
|
84 |
NA |
66.929 |
||
|
85 |
MS |
66.769 |
||
|
86 |
MS |
65.034 |
||
|
87 |
BO |
64.348 |
||
|
88 |
BA |
64.167 |
||
|
89 |
BA |
62.546 |
||
|
90 |
NA |
62.319 |
||
|
91 |
BN |
61.791 |
||
|
92 |
MO |
61.476 |
||
|
93 |
CL |
61.438 |
||
|
94 |
LU |
61.103 |
||
|
95 |
NA |
60.218 |
||
|
96 |
KR |
60.010 |
||
|
97 |
SV |
59.907 |
||
|
98 |
VT |
59.308 |
||
|
99 |
MT |
57.785 |
||
|
100 |
FG |
57.704 |
||
|
|
|
TOTALE |
|
17.608.461 |
|
|
|
TOTALE
COMUNI del SUD |
5.720.506 |
|
TAB. 3
Ultimi 100 comuni italiani per abitanti
Si riporta di seguito la
tabella con gli ultimi cento comuni italiani per numero di abitanti, in ordine
crescente. Evidenziati in giallo i Comuni del sud del paese.
(Dati ISTAT riferiti al censimento del 2001)
|
Pos. |
Comune |
Regione |
Prov. |
Abitanti |
|
1 |
33 |
|||
|
2 |
34 |
|||
|
3 |
43 |
|||
|
4 |
46 |
|||
|
5 |
49 |
|||
|
6 |
56 |
|||
|
7 |
61 |
|||
|
8 |
61 |
|||
|
9 |
62 |
|||
|
10 |
64 |
|||
|
11 |
67 |
|||
|
12 |
71 |
|||
|
13 |
73 |
|||
|
14 |
73 |
|||
|
15 |
74 |
|||
|
16 |
76 |
|||
|
17 |
78 |
|||
|
18 |
79 |
|||
|
19 |
79 |
|||
|
20 |
81 |
|||
|
21 |
84 |
|||
|
22 |
85 |
|||
|
23 |
86 |
|||
|
24 |
89 |
|||
|
25 |
89 |
|||
|
26 |
91 |
|||
|
27 |
92 |
|||
|
28 |
93 |
|||
|
29 |
93 |
|||
|
30 |
94 |
|||
|
31 |
95 |
|||
|
32 |
95 |
|||
|
33 |
95 |
|||
|
34 |
95 |
|||
|
35 |
97 |
|||
|
36 |
98 |
|||
|
37 |
99 |
|||
|
38 |
99 |
|||
|
39 |
100 |
|||
|
40 |
100 |
|||
|
41 |
100 |
|||
|
42 |
101 |
|||
|
43 |
102 |
|||
|
44 |
103 |
|||
|
45 |
103 |
|||
|
46 |
104 |
|||
|
47 |
104 |
|||
|
48 |
105 |
|||
|
49 |
105 |
|||
|
50 |
107 |
|||
|
51 |
107 |
|||
|
52 |
108 |
|||
|
53 |
108 |
|||
|
54 |
109 |
|||
|
55 |
109 |
|||
|
56 |
111 |
|||
|
57 |
111 |
|||
|
58 |
112 |
|||
|
59 |
113 |
|||
|
60 |
114 |
|||
|
61 |
115 |
|||
|
62 |
116 |
|||
|
63 |
116 |
|||
|
64 |
117 |
|||
|
65 |
118 |
|||
|
66 |
119 |
|||
|
67 |
119 |
|||
|
68 |
119 |
|||
|
69 |
121 |
|||
|
70 |
121 |
|||
|
71 |
122 |
|||
|
72 |
125 |
|||
|
73 |
125 |
|||
|
74 |
126 |
|||
|
75 |
126 |
|||
|
76 |
127 |
|||
|
77 |
127 |
|||
|
78 |
127 |
|||
|
79 |
127 |
|||
|
80 |
129 |
|||
|
81 |
130 |
|||
|
82 |
130 |
|||
|
83 |
130 |
|||
|
84 |
130 |
|||
|
85 |
131 |
|||
|
86 |
132 |
|||
|
87 |
132 |
|||
|
88 |
132 |
|||
|
89 |
133 |
|||
|
90 |
133 |
|||
|
91 |
135 |
|||
|
92 |
137 |
|||
|
93 |
139 |
|||
|
94 |
139 |
|||
|
95 |
139 |
|||
|
96 |
139 |
|||
|
97 |
139 |
|||
|
98 |
140 |
|||
|
99 |
140 |
|||
|
100 |
140 |
|||
|
|
|
TOTALE |
|
10.407 |
|
|
|
TOTALE
COMUNI del SUD |
222 |
|
Come
si evince dalle tabelle n.1, 2,3,
i primi cento comuni italiani classificati per numero di abitanti,
rappresentano un campione particolarmente significativo avente ad oggetto ben
17.608.461 abitanti, pari a circa il 31% della popolazione italiana.
Le
Amministrazioni del Sud appartenenti a questo campione, sono pari a 5.720.506 abitanti,
rappresentanti circa il 10% del
totale della popolazione residente in Italia e a circa il 32% della popolazione
totale del campione considerato.
Osservando
e riclassificando i primi cento comuni per numero di abitanti, viene in
evidenza che le uniche Amministrazioni (tra le prime dieci pi grandi) a non
avere mai sperimentato percorsi ed
esperienze di rendicontazione sociale e del bilancio sociale in particolare, sono due comuni del Sud, Napoli e Bari.
Tra le prime cento Amministrazioni, solo
il 20% di queste ha predisposto un bilancio sociale (prescindendo dalla qualit
del documento) , rendendo conto a tre milioni di cittadini italiani ; e soltanto
quattro Amministrazione sono del Sud: il Comune di Palermo, il Comune di
Messina, il Comune di Siracusa, il Comune di Lecce, per un totale di 1.145.708
di cittadini informati sulle azioni e sulle policies messe in campo dalle proprie amministrazioni.
A
rappresentare il dinamismo e lĠinteresse degli Enti Locali del Sud sui temi
della rendicontazione sociale, va evidenziato che nellĠultimo anno ben quattro Amministrazioni hanno
avviato esperienze di Bilancio Sociale, difatti, se lĠanalisi fosse stata condotta nel 2000, non avremo avuto
nessuna esperienza o sperimentazione di rendicontazione sociale di Enti del Sud
da rappresentare e/o indagare.
Occorre aggiungere alle
quattro Amministrazione comunali le due Amministrazione provinciali (Trapani e
Catania) le quali non sono riportate in tabella proprio in quanto
amministrazioni provinciali e non comunali. Da notare come tre su quattro delle
amministrazioni comunali che predispongono il bilancio sociale, e le due
amministrazioni provinciali, sono amministrazioni della regione Sicilia.
LĠunica amministrazione
comunale della Campania e del Sud, ad aver elaborato forme di rendicontazione
sociale avente ad oggetto un arco temporale significativo, pari alla durata dei
due ultimi mandati amministrativi, il Comune di Eboli, ed proprio il caso
di considerare, parafrasando il titolo del noto romanzo di Primo Levi, che il
Bilancio Sociale nel Mezzogiorno sembra essersi fermato ad Eboli.
In Figura 3 le
Amministrazione della Regione Sicilia che hanno predisposto e che stanno predisponendo
(Provincia di Catania) il Bilancio Sociale.
ANNO 2005
Sicilia
Comune di Alcamo
Comune di Giarre
Comune di Messina
Comune di Palermo
Comune di
Siracusa
Provincia di
Trapani
Provincia
di Catania
Rielaborazione
Fonte:Ò
Dipartimento Funzione Pubblica- Programma
CantieriPAÓ
Tra
le criticit incontrate dalle Amministrazioni del Sud nella rendicontazione
sociale delle scelte, delle azioni di governo, della distribuzione di risorse,
del coinvolgimento di stakeholders, si
evidenziano, in particolare:
á
lĠincapacit degli Enti
ad offrire ai propri cittadini le informazioni necessarie alla misurazione dei
livelli di valore aggiunto creati;
á
la scarsa attendibilit dei dati, in
mancanza dellĠimpianto del sistema informativo contabile ec-patrimoniale e del
controllo di gestione;
á
assenza di controllo
sociale sullĠoperato amministrativo;
Tra
le criticit, a rivestire un area di indagine di notevole interesse, vi
quella del giudizio e del
controllo sociale, caratterizzata dalla mancanza di
significative esperienze territoriali affini, da scarsi percorsi, e
tentativi di rendicontazione sociale,
tali da evidenziare
lĠimpossibilit da parte della societ civile di esercitare forme di
controllo sociale, alla quale si lega in buona misura lĠaffermazione della
democrazia, rendendo operante il concetto di responsabilit e circoscrivendo il
male oscuro dellĠautoreferenzialit[1]
.
(Farneti
G. e Pozzoli S. -2005, Il Bilancio Sociale di Mandato- Il ciclo integrato di
strategia e controllo sociale, Ipsoa , Milano).
DallĠanalisi
degli ultimi cento comuni dĠItalia per numero di abitanti, ordinati per ordine
crescente, si evidenzia il fatto che sebbene precisi disposti normativi come la
L. 150/2000, impongano lĠobbligo per le Amministrazioni di comunicare il
proprio operato ai cittadini;
nessuno di questi comuni ha predisposto forme e avviato fasi di
sperimentazione o di realizzazione neanche parziale di rendicontazione sociale
o di bilancio sociale.
Nessuno di questi Enti ha infatti n predisposto Bilanci
Sociali, ne tanto meno implementato il controllo di gestione o impiantato la
contabilit economico-patrimoniale. Sembra pertanto che il fine democratico
della rendicontazione sociale, deve tenere conto anche dei costi da sostenere
per la realizzazione dei processi e delle fasi della social accountability.
Perci sebbene gli abitanti di
piccolissimi comuni, come Alto (104 abitanti) in provincia di Cuneo, paghino le
tasse contribuendo alla copertura
e alla compartecipazione del gettito dei tributi, partecipando e sostenendo
anche il welfare regionale e territoriale al pari degli abitanti del Comune di Torino (che invece rende
conto ai cittadini attraverso il Bilancio sociale anche delle particolari
scelte tributarie impositive locali),
non sono messi nelle condizioni di conoscere in che modo la loro
compartecipazione al gettito tributario del Comune sia servito per la copertura
di quali servizi, a fronte di quali spese, per quali scelte
dellĠAmministrazione.
Sarebbe
pertanto opportuno , anche nei piccoli comuni ( dellĠintorno scelto), poter
favorire attraverso il Bilancio Sociale, lo sviluppo di uno stile partecipativo
in grado di costruire un rapporto di fiducia e di credibilit con i
cittadini (anche dei piccoli comuni),
sulla base delle missioni
istituzionali, locali e territoriali, in una visione pi ampia, ampliando il perimetro
della rendicontazione sociale ad un
pi ampio perimetro geo-territoriale (Bilancio di Territorio o addirittura
Bilancio Aggregato dei cento comuni
pi piccoli), rimuovendo
lĠiniquit e la disparit di trattamento dei cittadini dei piccoli centri.
La
rendicontazione sociale, riveste pertanto per gli Enti Locali del Mezzogiorno
una fondamentale opportunit di
sviluppo per accrescere
lĠinteresse e la partecipazione democratica da parte dei cittadini nella costruzione di un giudizio e di
un controllo sociale rispetto alle scelte, alle azioni, alle
politiche operate dalle Amministrazioni locali; una leva strategica di cambiamento e di innovazione dei
modelli gestionali, dei processi decisionali, delle prassi organizzative e
delle strategie di rendicontazione
delle azioni della PA, capaci di rivitalizzare ed integrare
i tradizionali documenti contabili e le informazioni sulla gestione
amministrativa rivenienti dai sistemi informativi, talvolta inadeguati, o
parzialmente adeguati ad una rappresentazione chiara, attendibile, trasparente,
dellĠandamento dellĠazione amministrativa.
[1]
Farneti G. e Pozzoli S. -2005, Il Bilancio Sociale di Mandato- Il ciclo
integrato di strategia e controllo sociale, Ipsoa , Milano.